Pyeongchang, sesta giornata epica per l’Italia con Fontana e Pellegrino

Pyeongchang, sesta giornata epica per l’Italia con Fontana e Pellegrino

La Corea del Sud, nella giornata di martedì 13 febbraio, vede la nascita di due nuovi eroi italiani: si tratta di Arianna Fontana e Federico Pellegrino, che riportano la squadra azzurra sui gradini più alti del podio olimpico.

Ad aprire la corsa alle medaglie è stata la ventisettenne valtellinese, la quale ha vinto la prova dei 500 m short track, battendo la sorpresa olandese Yara Van Kerkhof ed alla canadese Kim Boutin, che ha ottenuto il bronzo dopo la squalifica della beniamina di casa Min Jeong Choi.

Per Arianna le cose si sono messe subito al meglio quando, durante i quarti di finale, in seguito a causa di un contatto, è stata squalificata la favorita della vigilia, la canadese Marianne St Gelais.

Nelle semifinali la portabandiera italiana è stata sconfitta dalla coreana Min Jeong Choi, mentre in finale l’azzurra ha condotta la gara sin dalle prime battute, battendo in volata l’atleta asiatica, poi squalificata. Gara non al meglio per la campionessa europea in carica Martina Valcepina che, dopo una buona qualifica, ha dovuto abbandonare la gara ai quarti. Arianna Fontana ottiene così la sua sesta medaglia alle Olimpiadi, dopo quattro bronzi ed un argento, e mette in bacheca il primo oro in carriera, oro che ritorna in Italia dopo otto anni.

Nello stesso momento, a qualche chilometro di distanza, un altro italiano si portava a casa una medaglia storica, questa volta nello sci di fondo e si tratta di Federico Pellegrino, il quale ha ottenuto l’argento nella sprint tecnica classica.

Chicco, come lo hanno soprannominato i tifosi, ha ottenuto il nono tempo nelle qualifiche, battuto dal compagno di squadra Maicol Rastelli, quarto, ma davanti a Stefan Zelger e Mirco Bertolina, gli altri due azzurri in gara che con il trentanovesimo ed il quarantesimo posto non sono riusciti ad accedere ai turni successivi. Nella serata coreana, sotto una debole nevicata rafforzata dalle ormai classiche folate di vento, il valdostano ha saputo superare con un’inaspettata scaltrezza i turni che precedevano la finale, complice un percorso duro che lo ha favorito nella disciplina da lui meno amata, a differenza del compagno Rastelli che si è fermato ai quarti ed ha chiuso la sua gara olimpica al ventiseiesimo posto.

In finale non c’è stata gara per l’oro ad appannaggio del giovane norvegese Johannes Klaebo, dominatore indiscusso in Coppa del Mondo ed alla prima medaglia olimpica, il quale ha imposto un alto ritmo che lo ha visto seguito soltanto dal russo Alexander Bolshunov sino all’ultima salita, quando è stato costretto a staccarsi e ad esser risucchiato dall’azzurro. Finale thrilling per Federico, che sul rettilineo ha rimontato passo passo l’atleta presente sotto la bandiera del CIO ed è riuscito a batterlo per pochi centimetri grazie ad una formidabile spaccata sul rettilineo. Per Chicco si tratta della prima medaglia olimpica dopo la delusione di Sochi 2014, ma le sue Olimpiadi non finiscono qui, con la staffetta sprint in tecnica libera che lo vedrà accompagnato da Dietmar Noeckler, nella speranza di ottenere l’iride a cinque cerchi da tempo cercato.

Per l’Italia tempo di speranze, ma anche tempo di delusioni, con lo sci alpino che debutta dopo due rinvii, ma che vede i nostri atleti subito in difficoltà. Nella combinata alpina maschile la vittoria è andata a Marcel Hirscher, sei Coppe del Mondo generali, ma solo primo titolo olimpico; davanti alla coppia francese Alexis Pinturaul-Victor Muffat Jeandet, rispettivamente secondo e terzo. I tre hanno saputo recuperare diverse posizioni nella seconda manche, quella che vedeva gli atleti affrontare una prova di slalom speciale, e che ha visto numerose uscite fra i discesisti, in testa dopo la prima frazione a loro favorevole. Complice un tracciato di discesa libera relativamente “semplice” ed uno di slalom dalle numerose insidie, gli atleti amanti delle discipline veloci hanno trovato parecchie difficoltà e molti di loro sono giunti nelle retrovie, se non addirittura non hanno completato la gara come nel caso degli italiani Christopher Innerhofer, Peter Fill e Dominick Paris, rispettivamente quinto, settimo ed ottavo dopo la prima manche. Nella seconda frazione gli alfieri azzurri non sono riusciti a rispettare i favori del pronostico che li vedevano fra i primi, dopo aver portato a casa la Coppa del Mondo di specialità e due podi nelle prove disputate nel corso dell’anno, ed hanno visto l’uscita dal tracciato dopo poche porte da parte di Fill e Paris, mentre per Innerhofer è giunto quattordicesimo, a 3”23 dal vincitore. Da segnalare anche il diciottesimo posto di Riccardo Tonetti a 3”69 da Hirscher, il quale ha rimontato venti posizioni dopo la prima manche.

Tornando a parlare di finali, nella settima giornata di Olimpiadi presenti italiani anche nel pattinaggio velocità, con il ventisettesimo posto di Andrea Giovannini nei 1500 m, a 3”81 dall’olandese Kjeld Nuis, mentre nello slittino femminile top ten per Andrea Voetter, che raggiunge la decima posizione ad 1”62 dall’intramontabile campionessa tedesca Natalie Geisenberg, mentre per Sandra Robatscher quattordicesima posizione in rimonta, a 2”33 dalla teutonica.

A chiudere il discorso medaglie nella finale di curling misto vittoria sulla Svizzera per il Canada, primo avversario dell’Italia nel torneo maschile nella notte fra martedì 13 e mercoledì 14 febbraio, mentre nello snowboard femminile, specialità half pipe, trionfo americano, con la medaglia d’oro di Chloe Kim davanti alla cinese Jiayu Liu ed alla connazionale Arielle Gold.

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