Centenario della Grande Guerra, la storia di Giuseppe Rigo profugo a 15 anni

Centenario della Grande Guerra, la storia di Giuseppe Rigo profugo a 15 anni

Venerdì 15 giugno alle 21 in via Risorgimento alla sala Nemesio Orsatti di Pontelagoscuro

FerraraFERRARA – Venerdì 15 giugno 2018 alle 21 alla sala Nemesio Orsatti di Pontelagoscuro si terrà secondo appuntamento dei due incontri letterari “Il Piave mormorava – storie di eroi e profughi a 100 anni dalla Grande Guerra” con la presentazione del libro “Profugo a 15 anni. La grande guerra di Giuseppe Rigo”, scritto da Giacinto Bevilacqua per le edizioni Alba. Sarà presente l’assessora comunale alla Sanità, Servizi alla persona e Politiche familiari Chiara Sapigni.
LA SCHEDA a cura degli organizzatori – Giacinto Bevilacqua ha voluto ricordare la vicenda umana di Giuseppe Rigo, il quale, ancora adolescente, già lavoratore insieme al padre lontano da casa, si trova nel bel mezzo della prima guerra mondiale a dover obbedire all’editto Cadorna, che obbliga tutti gli italiani di età compresa tra 15 e 60 anni a recarsi al distretto militare per la chiamata alle armi. Il caos regnante nel novembre del 1917, con un esercito allo sbando a seguito della disfatta di Caporetto, fa sì che Giuseppe venga convinto insieme con tanti altri compagni di sventura a salire a Treviso sul primo treno diretto verso ovest e sud. Inizia così uno straordinario viaggio che condurrà Giuseppe lungo tutta la penisola per approdare profugo ad Aci Castello in Sicilia. Dopo alcuni mesi riprende il viaggio verso nord per contribuire come operaio alla causa italiana e arriva fino a Brescia. Il peregrinare di Giuseppe lo porta ancora nel Mantovano per approdare infine, nell’estate 1918, a Casaglia di Pontelagoscuro. Qui vive il 4 novembre 1918, giorno dell’armistizio, e da qui riparte per l’agognato ritorno a casa.
La storia umana di Giuseppe Rigo, probabilmente sconosciuto nel nostro territorio, è la storia umana di centinaia di migliaia di profughi italiani in terra italiana, cittadini divenuti profughi per sfuggire alle tremende devastazioni materiali e umane attuate dall’esercito austro-ungarico nell’estate e autunno del 1917 in territorio friulano, che culminò con la disastrosa sconfitta di Caporetto. Rimaste inermi di fronte agli invasori essendo le armate sabaude allo sbando ed abbandonato, intere popolazioni furono costrette a migrare senza meta verso le altre regioni italiane, lasciando paesi e città, affetti, ricordi alla mercé degli austriaci.

Locandina del ciclo di incontri “Il Piave mormorava” Giacinto Bevilacqua, giornalista ed editore, concentra la sua ricerca in ambito contemporaneo, spaziando in particolare fra la prima e la seconda guerra mondiale. Sul contesto del primo conflitto, nel 2005 ha scritto il libro “Schegge di Grande Guerra. La gente di Mansuè e la prima guerra mondiale” (XX secolo) e nel 2008 ha curato la mostra “Il volo su Vienna” con Lisa Tommasella. Consigliere dell’Istituto Provinciale per la Storia del Movimento di Liberazione e dell’età contemporanea di Pordenone, tiene abitualmente conferenze pubbliche e incontri nelle scuole. Nel 2013 ha fondato la casa editrice Alba Edizioni dando vita alla collana ‘Storia nella storia’.

Ferrara“Il Piave mormorava” è un’iniziativa patrocinata dal Comune di Ferrara e organizzata dalla Pro loco Pontelagoscuro in collaborazione con la sezione ferrarese dell’Associazione Nazionale Carristi d’Italia in occasione del centenario della Grande Guerra in continuità con altre iniziative svoltesi nei mesi scorsi.
La serata è a ingresso libero per tutti.

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